Venerdì della II settimana di Avvento - "Non ascoltano né Giovanni né il Figlio dell'uomo"

Dal Vangelo secondo Matteo (11,16-19)
In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!". È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: "È indemoniato". È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: "Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori". Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Il Magistero di Benedetto XVI
Incontro con i giovani della comunità di recupero dell'Università di Notre Dame di Sydney, 18 luglio 2008
In tutti i Vangeli, sono coloro che hanno operato scelte sbagliate ad essere particolarmente amati da Gesù, perché, quando si sono resi conto del loro errore, si sono aperti più degli altri alla sua parola risanatrice. In verità, Gesù fu spesso criticato da sedicenti giusti, perché passava troppo tempo in compagnia di tali persone. “Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”, chiedevano. Ed egli rispondeva: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati ... non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (cfr Mt 9, 11-13). Erano coloro che desideravano ricostruire la loro vita che si dimostravano i più disponibili a dare ascolto a Gesù e a diventare suoi discepoli. Voi potete seguire le loro orme; anche voi potete avvicinarvi particolarmente a Gesù proprio perché avete scelto di ritornare a lui. Potete essere certi che, proprio come il Padre del racconto del figliol prodigo, Gesù vi accoglie a braccia spalancate. Vi offre il suo amore incondizionato: ed è nella profonda amicizia con lui che si trova la pienezza della vita.

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